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RITENZIONE E CELLULITE

ISPEZIONE TRA LUOGHI COMUNI 

E SOLUZIONI TASCABILI

 

Tra gli inestetismi LA CELLULITE per la donna è forse l’avversario più tenace. Ed è anche un territorio che interseca il bisogno di soluzioni semplici con un traffico illecito di illusioni.

Il mercato dei rimedi per la cellulite è un catalogo di offerte prone alle soluzioni più imbarazzanti, spesso da sospingere ai margini della decenza

 

CELLULITE: COSA FARE/NON FARE IN PALESTRA

Tra gli “antidoti” si offrono pacchetti di esercizi che assediano militarmente le zone critiche, senza considerare che la cellulite si accompagna a infiammazione e:

- Una coscia infiammata non va troppo stressata

- Una coscia infiammata non va allenata ad esaurimento scorte

- Una coscia infiammata non va inondata di acido lattico

- Una coscia infiammata non va trattata con movimenti di durata infinita e sempre a bassissimo carico

- Una coscia infiammata ha bisogno di tempi di recupero lunghi e va portata gradualmente verso carichi importanti (per quella persona)

- Una coscia infiammata non va allenata con carichi così alti da bloccare il movimento (isometria) con strozzamento di una circolazione già in difficoltà

- Una coscia infiammata non ha bisogno di tanti salti e balzi, magari con poco recupero

- Una coscia infiammata può giovarsi di uno stretching che agisca sul tessuto connettivo, quello che in eccesso strozza la circolazione

- Una coscia infiammata va anche riabilitata muscolarmente. Ma per grado di cellulite/ritenzione, non per gradi militari (quelli degli allenatori che applicano format da combattimento per tutti, a prescindere)

A TAVOLA

Le indicazioni delle linee-guida sono sufficienti: frutta, verdura, legumi, cereali anche integrali, carne e affettati con moderazione, controllo del sale e, soprattutto, un collare elisabettiano per chi non riesce a contenere gli istinti palatali

PER IL RESTO…

Pantaloni dimagranti, saune, tisane diuretiche e tutto ciò che induce SUDORAZIONE e DIURESI appartengono a quella galassia di rimedi posticci che agiscono solo a valle del problema: fanno perdere acqua, mentre il grasso resta lì dov’era. Ma almeno si mette una pezza alla ritenzione!, direte voi

Purtroppo – o per fortuna – l’organismo pensa a difendersi dalle aggressioni, non dagli inestetismi. E il tentativo di togliere acqua a una zona infiammata viene letto come una dichiarazione di guerra. A cui risponde DIROTTANDO verso la zona infiammata la poca acqua rimasta

Resta l’amarezza per una forma di concorrenza fatta di rimedi che lottano solo per strappare entusiasmi. E qualche spicciolo in più…

 

 

RITENZIONE E CICLO MESTRUALE

QUALCHE CONSIGLIO

Sulle fasi pre- e mestruale pesa il catalogo di una risposta soggettiva estremamente vasta. Ci permettiamo dunque di porgere questi mesti consigli a coefficiente di responsabilità limitata. La nostra bussola? La fisiologia del ciclo e le variazioni ormonali medie

In molte donne 7-10 giorni prima del ciclo la ritenzione può arrivare al 4% del peso (da 55 a 57 kg).

Più avanti, nella fase progestinica una voglia di zuccheri e cioccolato potrebbe tatuarsi sullo stomaco. Che fare? Bere tanto o bere poco? Appagare od osteggiare le voglie di cibo?

FASE PREMESTRUALE: BERE SEMPRE E COMUNQUE TANTO?

No. Se normalmente l’acqua in eccesso viene eliminata, nel periodo premestruale il processo si blocca. E l’acqua resta.

Dunque? Bere quando si ha sete

FASE PROGESTINICA (19-28° GIORNO)

Il sistema linfatico è più in difficoltà e aumenta la permeabilità dei capillari.  Avremo PIÙ RITENZIONE

Quindi? Ridurre un po’ (non eliminare!) IL SALE

E POI? Ridurre pane, formaggi stagionati, cracker e prodotti da forno, affettati/insaccati

FASE PROGESTINICA (19-28° GIORNO): meno sensibilità insulinica e più fame di zuccheri

Assecondarla vorrebbe dire: + ingrassamento (per glicemia già alta) e + ritenzione (per il legame tra glicogeno e acqua).

MANGIARE O NON MANGIARE? CIOCCOLATO SÌ O NO?

Imprigionare la fame libererebbe solo più cortisolo (avere fame è uno stress) quando non richiesto. Se il cortisolo fa gli straordinari, vita e fianchi NON ringraziano. D’altro canto, appagare senza freno le voglie di zuccheri aprirebbe un procedimento penale per procurato sovrappeso e ritenzione.

Allora che fare? Si imbocca la classica via di mezzo: cioccolato sì, ma fondente (meno zuccheri, più grassi), oppure si pasteggia  con i grassi “buoni” della frutta secca. Ma sempre con l’autovelox puntato sulla masticazione

 

SE RITENZIONE-CELLULITE ALLOGGIANO 

IN CERTE ZONE …

Non basta una requisitoria generica contro ritenzione e cellulite. Servono anche delle possibili soluzioni, ovviamente vincolate alla personalizzazione del caso. Che deve tenere conto della localizzazione del problema, ma anche di eventuali problemi fisici da dribblare con qualche cambio di rotta

In quest’ansa di web mi limito a qualche consiglio in base alla localizzazione di ritenzione e cellulite. Un banale tentativo di smarcamento dai facili format, spesso inclini al trattamento a cottimo di questi inestetismi

Se grasso e ritenzione affliggono la parte bassa del gluteo, l’interno e/o esterno coscia con un gluteo alto “svuotato” sarebbe inopportuno cercare ipertrofia nelle zone critiche: il nuovo muscolo “spingerebbe” contro il grasso che guadagnerebbe terreno sul palcoscenico. Oltre a dare un carico infiammatorio supplementare a una zona già di base infiammata

Concentriamoci sulle zone meno infiammate e più svuotate, come le parti centrale e alta del gluteo: rassodarle trazionerà verso l’alto le zone critiche senza gravarle con troppi lavori localizzati, vettori di altra acqua e infiammazione

E, per i più raffinati, in alcuni esercizi per il tronco si potrebbe cercare l’antiversione del bacino e permettere uno stacco ancora più deciso tra bassa schiena e glutei. Ma questa è un’altra storia. Magari protagonista di un prossimo articolo…