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  a cura di Orazio Paternò
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QUELLA PAPPA, REALE SOLO PER LE API


Manterrà ottima salute e ridarà le forze, il dinamismo, la virilità, la gioia di vivere, l'ottimismo” è l’epigramma di un celebre sito di fitness che scolpisce i benefici della pappa reale. Non è molto diverso lo spartito intonato dalla generale grancassa del marketing della pappa reale:  promuove il sistema immunitario, il metabolismo, la funzione vascolare, la funzione ghiandolare, la salute della pelle, il tono/vitalità, è antiastenico, immunostimolante, proestroginico (aiuto per la menopausa), promuove la vitalità fisica e intellettuale, la salute del cuore e il mantenimento dell’equilibrio del colesterolo.

Da dove nasce la leggenda della pappa reale e perché è un mattone tra tanti nel muro di cinta della miracolistica?

 

L’EPIGENETICA DELL’APE REGINA

Tra le prevedibili derive del mercato alternativo c’è quella del facile sillogismo: se noi assumiamo un alimento che produce certi effetti su un animale, deve essere miracoloso anche per noi. Lo spunto di partenza è addirittura banale. Il destino delle uova delle api viene deciso dalle operaie. Per dar luogo a una o più regine è sufficiente che le operaie nutrano le larve “prescelte”per più di due giorni con pappa reale. Il risultato? Un individuo estremamente longevo (un’operaia vive due mesi, la regina 5-6 anni) e fertile (la regina ha un ovaio ipertrofico e molto attivo; l’operaia è sterile, con un ovaio rudimentale e inattivo). Eppure i geni sono gli stessi, quelli delle operaie come quelli della regina. Cosa segno il destino di un sembiante (fenotipo) così diverso?

C’è un ingrediente magico nella pappa reale? E potrebbe sortire su di noi lo stesso effetto “matusalemme”?

In realtà siamo di fronte al combinato disposto di espressione dei geni e influenza di fattori ambientali, come l’alimentazione.

È possibile che l’ambiente o le condizioni vita siano in grado di influenzare l’espressione delle proteine, a parità di DNA di partenza? Certamente, ed è una possibilità al vaglio di una nuova branca della genetica: l’EPIGENETICA. Non si parla di mutazioni, ma di modulazione dell’espressione di certi tratti del DNA per adattare velocemente l’individuo al contesto. L’esposizione prolungata a certe molecole o a certi stress è in grado di dare più vigore a tratti del DNA (grazie agli istoni e al processo di metilazione) o, al contrario, spegnerne determinate sequenze.

Nelle api il dimorfismo regina/operaia non dipende dunque da differenze genetiche, ma dall’assunzione di pappa reale. Protagonista sarebbe una sua proteina, la royalactina, che indurrebbe la differenziazione delle larve in regine grazie alla stimolazione dell’espressione del recettore del fattore di crescita epidermico (Egfr) con un effetto straordinario sulla longevità, la taglia corporea e lo sviluppo  dell’ovaio (Nature, 2011). In pratica, è la prolungata esposizione alla royalactina  a produrre la differenziazione delle larve in regine tramite un segnale Egfr-mediato. Il meccanismo? Si riduce la metilazione di tratti di DNA, cioè si silenzia l’espressione di un enzima che metilerebbe il DNA nelle larve schiuse: via libera alla regina. La lunga esposizione alla pappa reale è come togliere il freno a mano allo sviluppo di certi tratti, tra cui la taglia corporea, la longevità e la fertilità.

E noi? Noi che arranchiamo nel guado di profonde crisi esistenziali, troveremo nella pappa reale una ringhiera a cui aggrapparci per uccellare l’oblio della malattia e della morte?

 

EFFETTI SULL’UOMO: LA PAPPETTA DEL DIMENTICABILE

La mistificazione che accompagna il mercato dell’illusione ha subito servito un altro ingrediente di una pappetta evitabile, figlia della fame di certezze a basso costo. L’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha passato al vaglio la letteratura medica per dare il giusto orizzonte allo storytelling pubblicitario che ci ha intronati sulla pappa reale. Risultato? Logori imbonimenti confezionati con indubbia arte commerciale. Niente di più.

 

IL CONTENUTO DELLA PAPPA REALE

Stipato nel ripostiglio del dimenticabile l’effetto epigenetico della pappa reale su noi umani, non potremmo trovare almeno una nota consolatoria nel pur “prezioso” contenuto in micronutrienti della pappa reale? Non siamo comunque al cospetto di un tripudio di vitamine e sali minerali tale da smarcarci dal pericolo della malattia e ringalluzzire qualsiasi organismo avvilito sotto i feroci colpi dello stress?

L’invito è sempre quello di verificare il reale contenuto dei micronutrienti in rapporto alla dose di prodotto consigliata (massimo 1 grammo al giorno) e quantificare la differenza tra il loro contenuto e i nostri fabbisogni quotidiani, cioè le RDA di quella molecola. Le promesse di gloria potrebbero sciogliersi sul fuoco di contenuti ben poco trionfanti.

Facciamo una panoramica sulle vitamine più rappresentate nella pappa reale (B1,B2,B3) e vediamo quale abissale crepaccio divide i loro contenuti in 1 grammo di pappa reale dalla giornaliera raccomandata

 

 

CONTENUTO IN 1 GR

RDA

DIFFERENZA CON L’RDA

VITAMINA B1

0,0013 mg

1,5 mg

1.153 volte in meno

VITAMINA B2

0,0075 mg

1,8 mg

240 volte in meno

VITAMINA B3

0,0039 mg

20 mg

5.128 volte in meno

 

E tutti gli altri microelementi? Non li consideriamo neppure, dato che i loro valori sono pari a zero oppure non sono disponibili perché irrilevanti

 

 RICAPITOLIAMO

La pappa reale produce effetti straordinari solo nelle api (forse anche nella Drosophila m.) grazie a un felice abbraccio tra epigenetica e royalactina. Se noi assumiamo la pappa reale non scatta alcun meccanismo epigenetico. Solo un'altra linea su cui far viaggiare il treno delle aspettative.

Nemmeno il contenuto di microelementi riesce a giustificare le litanie apologetiche spese per la  pappa reale.

Ancora niente che si sporga in avanti, ma solo un riflettore acceso su un’altra moda indecente.



BIBLIOGRAFIA

Nature. 2011

Royalactin induces queen differentiation in honeybees.

Kamakura M.

http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/scientific_output/files/main_documents/2083.pdf